I lavori in corso in MenSA ci costringono a passare un Carnevale gramo, se non magro,e dunque la nostra proposta per quest'anno è un piatto unico, tratto da:
Emilia Valli. I cento migliori piatti di Carnevale
(Roma, Compagnia del Buongustaio, 1998)

- CALZONE DI PULCINELLA -

INGREDIENTI - per 4 persone

  • 400 g di farina
  • l00 g di burro
  • 300 g di ricotta fresca
  • 200 g di mozzarella
  • 4 pomodori maturi
  • 1 spicchio d'aglio
  • 1 peperoncino
  • 1 cipolla
  • olio d'oliva
  • sale


PREPARAZIONE

Preparate una pasta ben lavorata, amalgamando alla farina il burro fuso non caldo, un pizzico di sale e l'acqua occorrente per ottenere una pasta di media consistenza.
Lasciatela a riposo per una ventina di minuti; quindi stendetela in modo da formare un quadrato.
Spargete sulla sfoglia la ricotta sbriciolata, la mozzarella tagliata a fettine sottili, la polpa dei pomodori spezzettata, l'aglio e il peperoncino tritati, la cipolla affettata sottilmente e un pizzico di sale.
Ungete il ripieno con un filo d'olio e ripiegate la sfoglia, arrotolandola, per tre o quattro volte, in modo da ottenere un lungo rotolo schiacciato.
Sigillate i lembi estremi della sfoglia; poggiate il calzone sulla piastra unta del forno preriscaldato a 190° e fatelo cuocere per 50 minuti.
Servitelo caldo, tagliato a fette.




Se vi viene nostalgia dei Carnevali grassi di una volta, potete provare a rifare qualcuno dei Cristoforo da Messisbugo pranzi di carnevale descritti da Cristoforo da Messisbugo, scalco presso gli Estensi di Ferrara nella prima metà del 1500, autore del celebre Banchetti, composizioni di vivande et apparecchio generale (Ferrara, 1549, qui ripreso dall'edizione di : Vicenza, Neri Pozza, 1992).

Per esempio la:

"cena che fece il Magnifico Conte Paolo di Costabili, allo Illustrissimo ed Eccellentissimo signor Duca di Ferrara, ed altri Signori e Gentiluomini e Gentildonne, sì di Ferrara come d'altro luogo, i quali tutti furono al numero di 46 alla prima tavola; e fu la domenica di Carnevale 1540."

Apparata la tavola con due mantili, si posero le salviette, salini, coltelli, e una bracciatella tagliata e un pane intorto per posta.

Apparata la tavola con due mantili, si posero le salviette, salini, coltelli, e una bracciatella tagliata e un pane intorto per posta.

Capponi 12 in pastello, smembrati crudi e poi cotti in pastelli
D'insalate di polpe di pavoni con cedro tagliato
D'insalata indivia con cime di radicchi
Di formaggio parmegiano
Lombi 12 di lepore arrosto, freddi, smembrati


Poi si diede acqua odorifera alle mani e vennero:

Fagiani 24 e pernici 48, con narancie 36
Pippioni casalenghi 48, tomaselle 100, accompagnati
Fegati di capponi fritti 80, salsiccia gialla in pezzi 46
Latticini di vitello 40, fritti, con zuccaro
Capponi 12 appastati, e pezzoli 12 di petto di vitello nella
vernaccia, e persutto minuto
Pippioni grandi francesi
Di riso turchesco
Mantegate 12
Di lepore impeverata
Di arance e limoni


Poi venne la seconda vivanda in cui erano:

Pastelli grandi 12 pieni di polpette
Pernici 24 e pippioni casalenghi 24 nelle verze, con zambudelli 6 in fette
Caprettini arrosto integri pieni
Di capirotta di polpe di capponi
Torte picciole di zaldoni 12
Anadre appastate, coperte di sapor bianco e grani di pomi granati in piattelli
Di gelatìa torbida con unghielle, orecchie e musetti di porco
Capponi 12 arrosto imbroacciati e 12 conigli


Nella terza vivanda furono:

Porchette di latte 12 arrosto
Di lonza di vitello cavezzi 12
Pastelli di zibibbo e pere guaste grandi
Arme diverse alla tedesca, fritte, con zuccaro
Pastelli d'ostreghe 12 grandi
D'olive
Di mostarda
D'uva fresca


E quivi si levò un mantile ed ogni altra cosa di tavola, e si diede acqua odorifera alle mani. Poi vennero le confezioni, cioè:

Di codognata in gelatìa, mastellette 36
Pignuoli confetti ed anime comuni confette
Cedro e scorze di limoni ed altri frutti sciroppati
Salviette bianche e coltelli
Stecchi profumati quanto fu di bisogno.







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