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Giallo Mediterraneo Pepe, Montale e Montalbano
Menu dai gialli di Montalban, Izzo e Camilleri
Non sappiamo precisamente quando e chi sia il primo ispettore privato che abbia lasciato, per un attimo, il bicchiere di whisky per mettersi a cucinare qualcosa: un uovo al tegamino, un toast. Quello che sappiamo, tuttavia, è che questo è successo. Da quel momento tra le pagine, gialle per il genere, si è fatta strada una qualche salsina gialla rosa o verde per l’occhio e deliziosa per il gusto; e tra quelle stesse pagine, tinte di rosso per l’efferatezza del delitto, cominciava a campeggiare il rosso di un buon vino o di un succulento insaccato.
La mole di spunti è tale e tanta da poter associare a tre notissimi ispettori gurmet, Pepe Carvalho, Montale e Montalbano, una facies cultural gastronomica prerogativa e unica: la mediterranietà. Ecco, dunque, che la storia del giallo come storia della gastronomia insita in essa, si discosta dalla colta Alta Cucina di Nero Wolf per approdare ai lidi pregni di gusto del Mare Nostrum
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